QUESTIONI DI BALANCE

15 02 2008

normal_napolitano.jpg

Sinceramente non ho capito bene il monito di Napolitano:

“I politici non sono intoccabili, l’investitura popolare non può diventare privilegio”. Giustissimo.

“I magistrati invece non si sentano investiti di missioni improprie”. E quali sarebbero queste missioni improprie? Indagare i potenti di turno senza cedere ai ricatti delle lobby che gli girano intorno?

Ad esempio sul caso De Magistris-Mastella (ma se ne potrebbero citare a centinaia) qual’è il confine tra l’impunità del potente e il limite del magistrato? A me pare che un pm onesto che faceva il suo lavoro sia stato barbaramente cacciato dallo stesso Ministro della Giustizia sul quale indagava. Sulle false accuse a De Magistris è stato anche scritto qui.

Ma sul caso Mastella? Che ha da dire Napolitano?

Il presidente ha detto due cose ovvie (come del resto il 95% dei discorsi dei Presidenti della Repubblica), ma che si annullano a vicenda ed in sostanza non dicono niente. Sul caso Mastella- De Magistris chi ha ragione e chi a torto per Napolitano? Forse hanno ragione entrambi?

Saranno questioni di equilibrio, la classica inconcludenza della facile retorica.





L’ILLUSIONE DELLA VITTORIA

16 10 2007

“Grillo ha toccato un nervo scoperto”. Sono preziose le parole di Noam Chomsky, intervistato dallo Staff di Beppe (un suo intervento non lo leggo da anni sui giornali italiani), secondo cui “è incredibile che i media prima del V- Day non abbiano mai parlato dell’iniziativa Parlamento Pulito (magistralmente ignorato dalle telecamere della Rai).
Il grande linguista americano conferma i sospetti delle ultime settimane: ovvero che il potere politico ed economico (il primo è solo un’ombra governato in realtà dal secondo) ha semplicemente paura della democrazia, ed interpreta la grande presa di coscienza del popolo dei grillini e di internet come una “minaccia”. Il direttore del Tg2 parla di istigazione al terrorismo, Filippo Facci afferma che il mondo del web pulula di gente ignorante e cafona, i giornali e le tv (culo e camicia con la classe politica) sbeffeggiano il V-Day e ne stigmatizzano la portata innovativa e rivoluzionaria.
Ieri sera a Radiouno, nella popolare trasmissione Zapping condotta da Aldo Forbice, un giornalista che da anni invita sempre gli stessi ospiti (non più di una decina in tutto) escludendo le voci più scomode e libere (ma un intervento di Marco Travaglio, Peter Gomez, Massimo Fini, Beppe Grillo o di qualunque altro personaggio che non rientri nella definizione di “moderato prudente”, cioè lobotomizzato ed innocuo) ho sentito dire addirittura che “la manifestazione di An di sabato ed i 3 milioni e mezzo di voti alle primarie del Pd dimostrerebbero che il popolo del V-Day ( tacciato sempre di “qualunquismo” ed anti-politica) è stato sconfitto e smentito dalla partecipazione attiva dei cittadini.
Quindi se ne deduce che la folla di piazza Maggiore a Bologna non era un sinonimo di malcontento e di democrazia, ma solo l’anti-camera del terrorismo e della dittatura.
Quando invece i cittadini si mobilitano per i partiti, soprattutto buttando all’aria 4 milioni di euro per eleggere una leadership scontata ed inutile, ecco che la coscienza civile è salva, e con essa la democrazia.
Ma dove vivono questi signori?
Il popolo del V-Day non è affatto sconfitto, anzi si è rafforzato ed è più vivo che mai.
Beppe Grillo continua a rincarare la dose e non scenderà in politica, come molti gli chiedono per screditarlo. Il prossimo raduno di massa sarà per l’informazione e ne vedremo delle belle.
Una Rai lottizzata, i giornali come fortezze di privilegi finanziati dallo Stato con fior di milioni, giornalisti stra-pagati per un editoriale insulso con migliaia di giovani precari retribuiti 1 euro a riga.
Ecco la prossima battaglia: una informazione davvero libera e pluralista.
I grillini sono più agguerriti che mai. La casta e tutti i suoi sodali non si illudano.
Per loro i conti non sono ancora terminati.
Anzi, siamo solo all’inizio.

Guarda l’intervista a Noam Chomsky.