PROCESSI POLITICI

22 02 2008

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Berlusconi resta insostituibile. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

L’importante è non dare troppa importanza a quello che dice o che fa. L’arma dell’indifferenza è sempre la migliore, soprattutto in chi ricerca la continua visibilità, infischiandosene dell’immagine ridicola e patetica che ne deriva.

E’ incredibile come cerchi di rincorrere le scelte (in parte “innovative”) del Pd di Veltroni, copiandolo come un ragazzino alle scuole elementari. Gli avversari candidano una donna (la Finocchiaro) in Sicilia e lui piazza la Prestigiacomo. Veltroni afferma che nelle sue liste non saranno candidabili i condannati a giudizio per reati gravi (mafia, corruzione e concussione) e lui, accorgendosi che il suo schieramento ne è pieno, s’inventa una formula magica (coniata dal geniale stratega Bondi): non saranno accettati i condannati, tranne quelli per processi politici

E quali sarebbero questi processi politici? In quale astrusa categoria collegare questa innovativa (neanche tanto) definizione?

I processi All-Iberian, Sme-Ariosto, la condanna di Dell’Utri per mafia, etcc… sono processi politici? Ovvero?

Sarebbe interessante avere qualche delucidazione in merito. Ma è evidente che si tratta di una s…. bella e buona.

Complimenti per la faccia tosta cavaliere.





LA TECNOLOGIA CONTRO LE INTERCETTAZIONI

6 02 2008

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Sfogliando Nòva, l’inserto del Sole 24 Ore che si occupa di comunicazione e tecnologie, mi è caduto l’occhio su una pubblicità molto particolare: i nuovi modelli di cellulari con la tecnologia “Easy Criptech”. Lo slogan recita “La soluzione contro le intercettazioni”.

Incuriosito sono andato sul sito della Casper Tech, questa innovativa società nata dal ventre del Politecnico di Torino che pubblicizza i suoi prodotti su uno dei più letti giornali economici italiani, e ho trovato conferma alla notizia per me scioccante.

Da oggi la mafia, la cricca dei Berlusconi, dei corruttori e dei truffatori di ogni genere, avranno un nuovo solido alleato nella lotta per sottrarsi alla Giustizia italiana: la potente tecnologia dei cellulari Easy Criptech.

Ostacolare il lavoro dei magistrati non è mai stato così facile, bastano 999 euro iva esclusa.

Buona comunicazione a tutti!





INGIUSTIZIA BIPARTISAN

21 01 2008

Il 7 gennaio avevo trovato una bella notizia che infondeva un pò di fiducia nel tortuso mondo della giustizia italiana.
Adesso purtroppo dobbiamo smentirci.
Il Csm ha deciso di trasferire Luigi De Magistris da Catanzaro ed è stato persino esonerato dal suo incarico di pubblico ministero (quel brutto cattivone).
Purtroppo chi ha minimamente a cuore il paese in cui vive, e soprattutto tenta di guardarsi intorno, per capire, per riflettere, non solo per subire il sistema, non può che rattristarsi e diventare malinconico.
Perchè è un paese che non cambia e non vuole cambiare. Perchè non è una questione di destra e di sinistra (ancora credete nelle differenze?) ma di istituzioni allergiche alla legalità ed alla giustizia.
Gli applausi del Parlamento a Mastella, “a prescindere”, senza conoscere il contenuto delle indagini, la conclusione (semmai ci sarà) dei processi, è semplicemente scandalosa.
Gli attacchi alla magistratura ricordano a sua volta quelli di Berlusconi, nè più e nè meno, e di D’Alema contro il gip Forleo .
Sono fatti con gli stampini.
De Magistris conduceva tre inchieste, due delle quali (“Poseidone” e “WhyNot”) indagavano il losco “comitato di affari” in quel di Calabria, dove erano coinvolti l’imprenditore Saladino, proprietario della Compagnia delle Opere, in una pista che raggiungeva anche il premier Prodi e naturalmente il Guardasigilli Mastella. Quest’ultimo da ministro della Giustizia (ora ex ma poco importa) chiede l’immediato trasferimento del pm che indaga su di lui (ma com’è possibile?) e lo ottiene senza colpo ferire.
Ha ragione purtroppo Salvatore Borsellino quando afferma che ormai per bloccare i magistrati scomodi non occorre più il tritolo ma basta una semplice avocazione o richiesta di trasferimento.
Nel Consiglio Superiore della Magistratura ci sono 8 membri laici su 24 nominati dai partiti, il chè testimonia la difficoltà di decidere sempre autonomamente dalla sfera politica.
Il prossimo post approfondirà le motivazioni adottate per il trasferimento del pm De Magistris, con una pericolosa omissione (che i media in generale hanno poco approfondito) su alcuni aspetti delicati della sua vicenda.
Per il resto non possiamo che restare a bocca aperta.




DOVE NASCE LA PROPAGANDA

14 01 2008


Se domandaste a una persona comune dove è nata la “propaganda”, la maggioranza vi risponderebbe a colpo sicuro: senz’altro durante il fascismo o il nazismo, o comunque dalle viscere di un pericoloso regime tirannico (magari la Russia zarista o bolscevica). E’ probabile che rimarranno sorpresi nell’apprendere che la “propaganda” è un concetto introdotto e reso effettivo dalle moderne democrazie liberali. Uno dei primi ad usarlo concettualmente fu il wilsoniano Harold Lasswell, uno dei padri fondatori della scienza politica moderna (chi ha frequentato all’università le materie umaniste se lo ricorda bene), che nel 1933 scrisse sull“Encyclopedia of the Social Scienze” un articolo dal titolo “Propaganda”. In sostanza le tesi del liberale progressista studioso americano, erano le seguenti: “Non bisogna soccombere a quei dogmatismi democratici secondi i quali gli uomini sono i migliori giudici dei loro interessi”.

Come sintetizza benissimo Noam Chomsky nel suo libro-intervista “America, il Nuovo tiranno”, secondo Lasswell i cittadini erano troppo stupidi ed ignoranti per comprendere bene quali fossero i loro autentici interessi. Per venirgli in soccorso, le èlite dovevano controllarli ed indirizzarli, perseguendo il bene dell’umanità.
Lo strumento migliore per il controllo e l’indottrinamento era la propaganda, che in realtà non era malvagia se usata da persone nobili e meravigliose (come le lobby ed i potentati economici) che avrebbero guidato le masse caproni incapaci di decidere il loro destino da sole. Infine era necessario assicurarsi che il popolo bue restasse ai margini della cosa pubblica, ben lontano dalla possibilità di prendere decisioni concrete.
Queste idee non erano le astute manovre di politici destrorsi ed autoritari, ma le “brillanti” teorie di intellettuali liberali e progressisti.
Un modo di pensare analogo alle dottrine leniniste e naziste. Il Mein Kampf di Hitler si ispirò liberamente alla propaganda anglo-americana, convinto che la manipolazione dell’informazione fosse stata essenziale per vincere la Prima Guerra Mondiale (amara sconfitta per i tedeschi).
Da allora in molti ci hanno provati, ma restano significative le parole di Chomsky:

“Gli Stati Uniti però restano all’avanguardia, poichè sono la società più libera e democratica e, quindi, quella in cui è più importante mantenere il controllo degli atteggiamenti e delle opinioni”.