QUESTIONI DI BALANCE

15 02 2008

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Sinceramente non ho capito bene il monito di Napolitano:

“I politici non sono intoccabili, l’investitura popolare non può diventare privilegio”. Giustissimo.

“I magistrati invece non si sentano investiti di missioni improprie”. E quali sarebbero queste missioni improprie? Indagare i potenti di turno senza cedere ai ricatti delle lobby che gli girano intorno?

Ad esempio sul caso De Magistris-Mastella (ma se ne potrebbero citare a centinaia) qual’è il confine tra l’impunità del potente e il limite del magistrato? A me pare che un pm onesto che faceva il suo lavoro sia stato barbaramente cacciato dallo stesso Ministro della Giustizia sul quale indagava. Sulle false accuse a De Magistris è stato anche scritto qui.

Ma sul caso Mastella? Che ha da dire Napolitano?

Il presidente ha detto due cose ovvie (come del resto il 95% dei discorsi dei Presidenti della Repubblica), ma che si annullano a vicenda ed in sostanza non dicono niente. Sul caso Mastella- De Magistris chi ha ragione e chi a torto per Napolitano? Forse hanno ragione entrambi?

Saranno questioni di equilibrio, la classica inconcludenza della facile retorica.





INGIUSTIZIA BIPARTISAN

21 01 2008

Il 7 gennaio avevo trovato una bella notizia che infondeva un pò di fiducia nel tortuso mondo della giustizia italiana.
Adesso purtroppo dobbiamo smentirci.
Il Csm ha deciso di trasferire Luigi De Magistris da Catanzaro ed è stato persino esonerato dal suo incarico di pubblico ministero (quel brutto cattivone).
Purtroppo chi ha minimamente a cuore il paese in cui vive, e soprattutto tenta di guardarsi intorno, per capire, per riflettere, non solo per subire il sistema, non può che rattristarsi e diventare malinconico.
Perchè è un paese che non cambia e non vuole cambiare. Perchè non è una questione di destra e di sinistra (ancora credete nelle differenze?) ma di istituzioni allergiche alla legalità ed alla giustizia.
Gli applausi del Parlamento a Mastella, “a prescindere”, senza conoscere il contenuto delle indagini, la conclusione (semmai ci sarà) dei processi, è semplicemente scandalosa.
Gli attacchi alla magistratura ricordano a sua volta quelli di Berlusconi, nè più e nè meno, e di D’Alema contro il gip Forleo .
Sono fatti con gli stampini.
De Magistris conduceva tre inchieste, due delle quali (“Poseidone” e “WhyNot”) indagavano il losco “comitato di affari” in quel di Calabria, dove erano coinvolti l’imprenditore Saladino, proprietario della Compagnia delle Opere, in una pista che raggiungeva anche il premier Prodi e naturalmente il Guardasigilli Mastella. Quest’ultimo da ministro della Giustizia (ora ex ma poco importa) chiede l’immediato trasferimento del pm che indaga su di lui (ma com’è possibile?) e lo ottiene senza colpo ferire.
Ha ragione purtroppo Salvatore Borsellino quando afferma che ormai per bloccare i magistrati scomodi non occorre più il tritolo ma basta una semplice avocazione o richiesta di trasferimento.
Nel Consiglio Superiore della Magistratura ci sono 8 membri laici su 24 nominati dai partiti, il chè testimonia la difficoltà di decidere sempre autonomamente dalla sfera politica.
Il prossimo post approfondirà le motivazioni adottate per il trasferimento del pm De Magistris, con una pericolosa omissione (che i media in generale hanno poco approfondito) su alcuni aspetti delicati della sua vicenda.
Per il resto non possiamo che restare a bocca aperta.




SE QUESTO E’ GIORNALISMO

9 10 2007
Il Blog di Beppe è da due anni tra i più cliccati al mondo. Ha sempre scritto cose molto ragionevoli ed importanti, ha svelato misteri, approfondito temi ignorati dai media tradizionali, ha dato voce a centinaia di persone, esperti e gente comune, sui problemi dei nostri tempi.
Ha svolto insomma un ruolo primario nel panorama della triste informazione italiana.
I media l’hanno sempre ignorato e solo ultimamente ne parlano, per convenienza.
L’altro giorno per la prima volta il
Corriere della Sera ha dedicato ad un suo post un articolo tra le prime pagine…Era ora!
Di che si parlava nel testo? Dell’affare
Telecom-Cirio-Parmalat, dei bond argentini, le liste civiche, i condannati in Parlamento, le storie dei lavoratori precari raccolte nel suo libro?
Niente affatto. Naturalmente si riferiva al suo controverso discorso sui Rom.
Ma che strano! Bellamente ignorato per mesi, se non citato di sfuggita per dovere di cronaca, adesso Beppe si trova rappresentato benissimo su uno dei più venduti giornali italiani.
Naturalmente non ho trovato articoli sul suo post del 7 ottobre, dedicato all’attacco di
Sabina Guzzanti al lottizzato Gianni Riotta, e nemmeno sulla solidarietà di migliaia di persone al pm De Magistris.
Questi argomenti non stuzzicano l’appetito delle redazioni.
I giornalisti attenderanno invece un suo nuovo passo falso, e lo pubblicheranno in maniera diligente, ma solo per sputtanarlo a dovere.

Complimenti, questo lo chiamate giornalismo?