PAR CONDICIO

28 03 2008
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La par condicio di Radio Uno è emblematica. Stamattina durante la popolare trasmissione “Radio Anch’io”, condotta da Giorgio Zanchini, in diretta dalla sede regionale di Palermo, si è parlato della criminalità organizzata. Non solo mafia, ma soprattutto n’drangheta, di nuovo sulla scena dopo la tragica sequela di omicidi di questi giorni nel crotonese.

Numerosi ospiti in studio e particolare attenzione ai movimenti civili auto-organizzati che al Sud conducono un’ampia battaglia su più fronti contro il racket delle estorsioni, il pagamento del pizzo imposto ai commercianti, e che in generale si oppongono ad una piaga che comprime e distrugge lo sviluppo delle nostre bellissime terre.

Da buon calabrese è stato molto importante sentire parlare in una trasmissione pubblica di tanti argomenti così delicati, colpevolmente lasciati sotto tono durante questa campagna elettorale (solo adesso Veltroni ha cominciato a parlarne).

Un dubbio però mi sorge sulla reale buona fede di chi conduce e realizza queste trasmissioni. Che sia solo un modo come un altro per riempire un palinsesto giornaliero. Una conferma l’ho avuta quando il conduttore conclude: “Grazie per averci seguito, appuntamento a lunedì prossimo con ospite Pierferdinando Casini”.

Un personaggio che ha avuto il coraggio (in qualsiasi altro paese sarebbe impensabile) di candidare al Senato un tipo come Totò Cuffaro, condannato a 5 anni per aver favorito alcuni mafiosi (”ma non la mafia”), e che per questo ha festeggiato con i cannoli in piazza e si è meritato un posto da legislatore nel nostro Parlamento di recupero.

Sarei curioso di sentire la trasmissione di Zanchini, per sapere se il conduttore avrà il coraggio, dopo aver dedicato una puntata all’anti-mafia ed alle nobili forze civili che la combattono, di incalzare Casini anche sulle sue candidature e sui suoi referenti politici uddiccìani. Ma credo che sarà difficile. I giornalisti in Rai sono abituati a non fare domande troppo scomode. “Tengo famiglia” si sa.





L’ILLUSIONE DELLA VITTORIA

16 10 2007

“Grillo ha toccato un nervo scoperto”. Sono preziose le parole di Noam Chomsky, intervistato dallo Staff di Beppe (un suo intervento non lo leggo da anni sui giornali italiani), secondo cui “è incredibile che i media prima del V- Day non abbiano mai parlato dell’iniziativa Parlamento Pulito (magistralmente ignorato dalle telecamere della Rai).
Il grande linguista americano conferma i sospetti delle ultime settimane: ovvero che il potere politico ed economico (il primo è solo un’ombra governato in realtà dal secondo) ha semplicemente paura della democrazia, ed interpreta la grande presa di coscienza del popolo dei grillini e di internet come una “minaccia”. Il direttore del Tg2 parla di istigazione al terrorismo, Filippo Facci afferma che il mondo del web pulula di gente ignorante e cafona, i giornali e le tv (culo e camicia con la classe politica) sbeffeggiano il V-Day e ne stigmatizzano la portata innovativa e rivoluzionaria.
Ieri sera a Radiouno, nella popolare trasmissione Zapping condotta da Aldo Forbice, un giornalista che da anni invita sempre gli stessi ospiti (non più di una decina in tutto) escludendo le voci più scomode e libere (ma un intervento di Marco Travaglio, Peter Gomez, Massimo Fini, Beppe Grillo o di qualunque altro personaggio che non rientri nella definizione di “moderato prudente”, cioè lobotomizzato ed innocuo) ho sentito dire addirittura che “la manifestazione di An di sabato ed i 3 milioni e mezzo di voti alle primarie del Pd dimostrerebbero che il popolo del V-Day ( tacciato sempre di “qualunquismo” ed anti-politica) è stato sconfitto e smentito dalla partecipazione attiva dei cittadini.
Quindi se ne deduce che la folla di piazza Maggiore a Bologna non era un sinonimo di malcontento e di democrazia, ma solo l’anti-camera del terrorismo e della dittatura.
Quando invece i cittadini si mobilitano per i partiti, soprattutto buttando all’aria 4 milioni di euro per eleggere una leadership scontata ed inutile, ecco che la coscienza civile è salva, e con essa la democrazia.
Ma dove vivono questi signori?
Il popolo del V-Day non è affatto sconfitto, anzi si è rafforzato ed è più vivo che mai.
Beppe Grillo continua a rincarare la dose e non scenderà in politica, come molti gli chiedono per screditarlo. Il prossimo raduno di massa sarà per l’informazione e ne vedremo delle belle.
Una Rai lottizzata, i giornali come fortezze di privilegi finanziati dallo Stato con fior di milioni, giornalisti stra-pagati per un editoriale insulso con migliaia di giovani precari retribuiti 1 euro a riga.
Ecco la prossima battaglia: una informazione davvero libera e pluralista.
I grillini sono più agguerriti che mai. La casta e tutti i suoi sodali non si illudano.
Per loro i conti non sono ancora terminati.
Anzi, siamo solo all’inizio.

Guarda l’intervista a Noam Chomsky.