QUESTIONI DI BALANCE

15 02 2008

normal_napolitano.jpg

Sinceramente non ho capito bene il monito di Napolitano:

“I politici non sono intoccabili, l’investitura popolare non può diventare privilegio”. Giustissimo.

“I magistrati invece non si sentano investiti di missioni improprie”. E quali sarebbero queste missioni improprie? Indagare i potenti di turno senza cedere ai ricatti delle lobby che gli girano intorno?

Ad esempio sul caso De Magistris-Mastella (ma se ne potrebbero citare a centinaia) qual’è il confine tra l’impunità del potente e il limite del magistrato? A me pare che un pm onesto che faceva il suo lavoro sia stato barbaramente cacciato dallo stesso Ministro della Giustizia sul quale indagava. Sulle false accuse a De Magistris è stato anche scritto qui.

Ma sul caso Mastella? Che ha da dire Napolitano?

Il presidente ha detto due cose ovvie (come del resto il 95% dei discorsi dei Presidenti della Repubblica), ma che si annullano a vicenda ed in sostanza non dicono niente. Sul caso Mastella- De Magistris chi ha ragione e chi a torto per Napolitano? Forse hanno ragione entrambi?

Saranno questioni di equilibrio, la classica inconcludenza della facile retorica.





DOPO PRODI…

4 02 2008

Dopo la caduta del governo Prodi abbiamo chiesto alla gente comune cosa ne pensa. In particolare abbiamo esplorato la mitica redazione di TBTV.
Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale e non reale.





AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

26 01 2008



Non se ne può più. Dopo
Mastella che umilia la Giustizia con il pessimo (per usare un eufemismo) ddl sulle intercettazioni, la cacciata coatta di De Magistris che indagava sui suoi loschi affari, ecco che arriva Berlusconi ad annunciare, con toni da presidente del consiglio, che “vieterà le intercettazioni”.

Mi è venuto un colpo. Poi specifica “Solo nei casi di terrorismo, mafia e camorra: le altre sono invasioni nella sfera privata”. A parte, se proprio vogliamo essere pignoli con le parole, che si è dimenticato della n’drangheta e della sacra corona unita. Ma non è questo il punto.
E’ per chi è indagato per corruzione, concussione e mille altri reati finanziari?
Non esistono più le intercettazioni per costoro?
Qui le cose si fanno ancora più serie e pericolose. Se dovesse tornare sarà il Berlusconi peggiore di tutti i tempi, pronto a fare piazza pulita (cioè sporca) prima di scomparire definitivamente dalla scena (ma con il malloppo in tasca e la merda su di noi).
Dobbiamo evitare tutto questo.
Purtroppo al peggio non c’è mai fine.




MUTO DEVI STARE

23 01 2008


Un’altra delle bufale che hanno raccontato per infangare l’immagine e l’operato di De Magistris è quella secondo cui il pm avrebbe avuto “un rapporto disinvolto con la stampa ed i mezzi di informazione”, contraddicendo in sostanza il profilo sobrio e riservato che il suo ruolo richiede .

Affermazioni del genere sono state avanzate anche da persone intelligenti come Luciano Violante.
Ma come si possono insinuare queste cose?

De Magistris per anni ha portato avanti le sue indagini nella totale riservatezza (quante persone lo conoscevano in Italia prima che scoppiasse la bagarre degli ultimi mesi?), nonostante l’interferenza continua di alcuni deputati con decine e decine di interrogazioni parlamentari, insabbiamenti e calumnie volte ad ostacolare il suo onesto lavoro.
E’ venuto davvero allo scoperto solo quando Mastella ne ha chiesto formalmente l’avocazione e il trasferimento delle sue funzioni, oltre alla minaccia (resa concreta dalla decisione del Csm) di levargli le indagini. A quel punto un magistrato che deve fare? Stare zitto ed accettare l’ingiustizia? Prostrarsi davanti alle istituzioni anche se il suo lavoro è scomodo per il potere?

De Magistris si è semplicemente difeso, e ha provato a farlo pubblicamente, nella speranza di comunicare a buona parte degli italiani le difficoltà e le frustrazioni di un magistrato onesto quando ficca il naso dove non dovrebbe.
Per far capire a tutti che abbiamo un Ministro della Giustizia implicato in loschi affari, che si permette il lusso di decidere quali pm vanno bene e quali no. E’ ancora più ridicolo che a fare la morale a De Magistris sulle sue presenza mediatiche (alquanto contenute poi) siano proprio quei politici e quei personaggi che da anni infestano con i loro faccioni tutti i salotti televisivi, i telegiornali, sempre intervistati sulla stampa, a fare dichiarazioni su tutto lo scibile umano.

Da quale pulpito si intima a un magistrato a cui hanno tappato la bocca, di non esporsi troppo in tv?
Siamo al paradosso più totale, abbiamo davvero perso il senso della realtà.





INGIUSTIZIA BIPARTISAN

21 01 2008

Il 7 gennaio avevo trovato una bella notizia che infondeva un pò di fiducia nel tortuso mondo della giustizia italiana.
Adesso purtroppo dobbiamo smentirci.
Il Csm ha deciso di trasferire Luigi De Magistris da Catanzaro ed è stato persino esonerato dal suo incarico di pubblico ministero (quel brutto cattivone).
Purtroppo chi ha minimamente a cuore il paese in cui vive, e soprattutto tenta di guardarsi intorno, per capire, per riflettere, non solo per subire il sistema, non può che rattristarsi e diventare malinconico.
Perchè è un paese che non cambia e non vuole cambiare. Perchè non è una questione di destra e di sinistra (ancora credete nelle differenze?) ma di istituzioni allergiche alla legalità ed alla giustizia.
Gli applausi del Parlamento a Mastella, “a prescindere”, senza conoscere il contenuto delle indagini, la conclusione (semmai ci sarà) dei processi, è semplicemente scandalosa.
Gli attacchi alla magistratura ricordano a sua volta quelli di Berlusconi, nè più e nè meno, e di D’Alema contro il gip Forleo .
Sono fatti con gli stampini.
De Magistris conduceva tre inchieste, due delle quali (“Poseidone” e “WhyNot”) indagavano il losco “comitato di affari” in quel di Calabria, dove erano coinvolti l’imprenditore Saladino, proprietario della Compagnia delle Opere, in una pista che raggiungeva anche il premier Prodi e naturalmente il Guardasigilli Mastella. Quest’ultimo da ministro della Giustizia (ora ex ma poco importa) chiede l’immediato trasferimento del pm che indaga su di lui (ma com’è possibile?) e lo ottiene senza colpo ferire.
Ha ragione purtroppo Salvatore Borsellino quando afferma che ormai per bloccare i magistrati scomodi non occorre più il tritolo ma basta una semplice avocazione o richiesta di trasferimento.
Nel Consiglio Superiore della Magistratura ci sono 8 membri laici su 24 nominati dai partiti, il chè testimonia la difficoltà di decidere sempre autonomamente dalla sfera politica.
Il prossimo post approfondirà le motivazioni adottate per il trasferimento del pm De Magistris, con una pericolosa omissione (che i media in generale hanno poco approfondito) su alcuni aspetti delicati della sua vicenda.
Per il resto non possiamo che restare a bocca aperta.




IL DANNO E’ FATTO

16 01 2008

Può anche darsi che le dimissioni di Mastella vengano confermate (per adesso sono state solo presentate), ma è troppo tardi per arginare i danni compiuti nei confronti della giustizia a delle libertà di questo paese.
Il Ddl Mastella sulle intercettazioni è stato approvato alla Camera il 17 aprile e adesso passerà al vaglio del Senato (con un parlamento bipartisan schierato compatto per mettere il bavaglio ai giornalisti).
Riassumendo brevemente, la genialata del ministro (speriamo ex, ma poco cambia) prevede un aumento delle sanzioni per i giornalisti (astuta arma ricattatoria nelle mani del potere politico) e vieta anche la pubblicazione, parziale o riassunta, di tutti gli atti d’indagine o intercettazioni telefoniche.
In pratica finchè non si conclude il processo in corso (che in Italia si sa rimanda alle calende greche), la stampa non potrà svolgere il suo ruolo principale nei confronti degli indagati: informare correttamente i cittadini sul contenuto delle indagini e sulle “malefatte” degli imputati, che essendo personaggi pubblici eletti, rappresentano il popolo (anche se la porcata della legge elettorale ha ridotto anche questo elemento fondamentale) e devono rispondere ad esso per la condotta delle loro azioni.
I cittadini hanno bisogno di sapere e di essere informati se i loro politici hanno preso tangenti, corrotto un giudice o commesso illeciti di vario genere (non solo di rilievo penale, anche i comportamenti moralmente deprecabili dovrebbero essere messi a conoscenza della pubblica opinione). Senza considerare le pesanti sanzioni che incombono su quei (pochi) cronisti che fanno bene il loro mestiere (informare i lettori ed i cittadini): rischio di un arresto fino a 30 giorni o di un’ammenda da 10mila a 100mila euro.
Tutto questo sarà possibile grazie al Ministro Mastella.
Se questo disegno di legge passerà anche al Senato, com’è probabile nonostante le ripetute proteste della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti, potremmo dire di aver assestato un ulteriore colpo al già fragile sistema democratico del nostro paese.