LA TECNOLOGIA CONTRO LE INTERCETTAZIONI

6 02 2008

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Sfogliando Nòva, l’inserto del Sole 24 Ore che si occupa di comunicazione e tecnologie, mi è caduto l’occhio su una pubblicità molto particolare: i nuovi modelli di cellulari con la tecnologia “Easy Criptech”. Lo slogan recita “La soluzione contro le intercettazioni”.

Incuriosito sono andato sul sito della Casper Tech, questa innovativa società nata dal ventre del Politecnico di Torino che pubblicizza i suoi prodotti su uno dei più letti giornali economici italiani, e ho trovato conferma alla notizia per me scioccante.

Da oggi la mafia, la cricca dei Berlusconi, dei corruttori e dei truffatori di ogni genere, avranno un nuovo solido alleato nella lotta per sottrarsi alla Giustizia italiana: la potente tecnologia dei cellulari Easy Criptech.

Ostacolare il lavoro dei magistrati non è mai stato così facile, bastano 999 euro iva esclusa.

Buona comunicazione a tutti!





AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

26 01 2008



Non se ne può più. Dopo
Mastella che umilia la Giustizia con il pessimo (per usare un eufemismo) ddl sulle intercettazioni, la cacciata coatta di De Magistris che indagava sui suoi loschi affari, ecco che arriva Berlusconi ad annunciare, con toni da presidente del consiglio, che “vieterà le intercettazioni”.

Mi è venuto un colpo. Poi specifica “Solo nei casi di terrorismo, mafia e camorra: le altre sono invasioni nella sfera privata”. A parte, se proprio vogliamo essere pignoli con le parole, che si è dimenticato della n’drangheta e della sacra corona unita. Ma non è questo il punto.
E’ per chi è indagato per corruzione, concussione e mille altri reati finanziari?
Non esistono più le intercettazioni per costoro?
Qui le cose si fanno ancora più serie e pericolose. Se dovesse tornare sarà il Berlusconi peggiore di tutti i tempi, pronto a fare piazza pulita (cioè sporca) prima di scomparire definitivamente dalla scena (ma con il malloppo in tasca e la merda su di noi).
Dobbiamo evitare tutto questo.
Purtroppo al peggio non c’è mai fine.




IL DANNO E’ FATTO

16 01 2008

Può anche darsi che le dimissioni di Mastella vengano confermate (per adesso sono state solo presentate), ma è troppo tardi per arginare i danni compiuti nei confronti della giustizia a delle libertà di questo paese.
Il Ddl Mastella sulle intercettazioni è stato approvato alla Camera il 17 aprile e adesso passerà al vaglio del Senato (con un parlamento bipartisan schierato compatto per mettere il bavaglio ai giornalisti).
Riassumendo brevemente, la genialata del ministro (speriamo ex, ma poco cambia) prevede un aumento delle sanzioni per i giornalisti (astuta arma ricattatoria nelle mani del potere politico) e vieta anche la pubblicazione, parziale o riassunta, di tutti gli atti d’indagine o intercettazioni telefoniche.
In pratica finchè non si conclude il processo in corso (che in Italia si sa rimanda alle calende greche), la stampa non potrà svolgere il suo ruolo principale nei confronti degli indagati: informare correttamente i cittadini sul contenuto delle indagini e sulle “malefatte” degli imputati, che essendo personaggi pubblici eletti, rappresentano il popolo (anche se la porcata della legge elettorale ha ridotto anche questo elemento fondamentale) e devono rispondere ad esso per la condotta delle loro azioni.
I cittadini hanno bisogno di sapere e di essere informati se i loro politici hanno preso tangenti, corrotto un giudice o commesso illeciti di vario genere (non solo di rilievo penale, anche i comportamenti moralmente deprecabili dovrebbero essere messi a conoscenza della pubblica opinione). Senza considerare le pesanti sanzioni che incombono su quei (pochi) cronisti che fanno bene il loro mestiere (informare i lettori ed i cittadini): rischio di un arresto fino a 30 giorni o di un’ammenda da 10mila a 100mila euro.
Tutto questo sarà possibile grazie al Ministro Mastella.
Se questo disegno di legge passerà anche al Senato, com’è probabile nonostante le ripetute proteste della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti, potremmo dire di aver assestato un ulteriore colpo al già fragile sistema democratico del nostro paese.