Il 7 gennaio avevo trovato una bella notizia che infondeva un pò di fiducia nel tortuso mondo della giustizia italiana.
Adesso purtroppo dobbiamo smentirci.
Il Csm ha deciso di trasferire Luigi De Magistris da Catanzaro ed è stato persino esonerato dal suo incarico di pubblico ministero (quel brutto cattivone).
Purtroppo chi ha minimamente a cuore il paese in cui vive, e soprattutto tenta di guardarsi intorno, per capire, per riflettere, non solo per subire il sistema, non può che rattristarsi e diventare malinconico.
Perchè è un paese che non cambia e non vuole cambiare. Perchè non è una questione di destra e di sinistra (ancora credete nelle differenze?) ma di istituzioni allergiche alla legalità ed alla giustizia.
Gli applausi del Parlamento a Mastella, “a prescindere”, senza conoscere il contenuto delle indagini, la conclusione (semmai ci sarà) dei processi, è semplicemente scandalosa.
Gli attacchi alla magistratura ricordano a sua volta quelli di Berlusconi, nè più e nè meno, e di D’Alema contro il gip Forleo .
Sono fatti con gli stampini.
De Magistris conduceva tre inchieste, due delle quali (“Poseidone” e “WhyNot”) indagavano il losco “comitato di affari” in quel di Calabria, dove erano coinvolti l’imprenditore Saladino, proprietario della Compagnia delle Opere, in una pista che raggiungeva anche il premier Prodi e naturalmente il Guardasigilli Mastella. Quest’ultimo da ministro della Giustizia (ora ex ma poco importa) chiede l’immediato trasferimento del pm che indaga su di lui (ma com’è possibile?) e lo ottiene senza colpo ferire.
Ha ragione purtroppo Salvatore Borsellino quando afferma che ormai per bloccare i magistrati scomodi non occorre più il tritolo ma basta una semplice avocazione o richiesta di trasferimento.
Nel Consiglio Superiore della Magistratura ci sono 8 membri laici su 24 nominati dai partiti, il chè testimonia la difficoltà di decidere sempre autonomamente dalla sfera politica.
Il prossimo post approfondirà le motivazioni adottate per il trasferimento del pm De Magistris, con una pericolosa omissione (che i media in generale hanno poco approfondito) su alcuni aspetti delicati della sua vicenda.
Per il resto non possiamo che restare a bocca aperta.
Adesso purtroppo dobbiamo smentirci.
Il Csm ha deciso di trasferire Luigi De Magistris da Catanzaro ed è stato persino esonerato dal suo incarico di pubblico ministero (quel brutto cattivone).
Purtroppo chi ha minimamente a cuore il paese in cui vive, e soprattutto tenta di guardarsi intorno, per capire, per riflettere, non solo per subire il sistema, non può che rattristarsi e diventare malinconico.
Perchè è un paese che non cambia e non vuole cambiare. Perchè non è una questione di destra e di sinistra (ancora credete nelle differenze?) ma di istituzioni allergiche alla legalità ed alla giustizia.
Gli applausi del Parlamento a Mastella, “a prescindere”, senza conoscere il contenuto delle indagini, la conclusione (semmai ci sarà) dei processi, è semplicemente scandalosa.
Gli attacchi alla magistratura ricordano a sua volta quelli di Berlusconi, nè più e nè meno, e di D’Alema contro il gip Forleo .
Sono fatti con gli stampini.
De Magistris conduceva tre inchieste, due delle quali (“Poseidone” e “WhyNot”) indagavano il losco “comitato di affari” in quel di Calabria, dove erano coinvolti l’imprenditore Saladino, proprietario della Compagnia delle Opere, in una pista che raggiungeva anche il premier Prodi e naturalmente il Guardasigilli Mastella. Quest’ultimo da ministro della Giustizia (ora ex ma poco importa) chiede l’immediato trasferimento del pm che indaga su di lui (ma com’è possibile?) e lo ottiene senza colpo ferire.
Ha ragione purtroppo Salvatore Borsellino quando afferma che ormai per bloccare i magistrati scomodi non occorre più il tritolo ma basta una semplice avocazione o richiesta di trasferimento.
Nel Consiglio Superiore della Magistratura ci sono 8 membri laici su 24 nominati dai partiti, il chè testimonia la difficoltà di decidere sempre autonomamente dalla sfera politica.
Il prossimo post approfondirà le motivazioni adottate per il trasferimento del pm De Magistris, con una pericolosa omissione (che i media in generale hanno poco approfondito) su alcuni aspetti delicati della sua vicenda.
Per il resto non possiamo che restare a bocca aperta.













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