In una calda giornata di giugno mi trovavo a Spoleto, una bellissima cittadina dell’Umbria medievale.
Nei pressi della rocca ho ammirato un paesaggio straordinario: verde dappertutto, montagne senza ville in costruzione, il suono della natura nelle sue molteplici forme, aria fresca e pulita. Estasi pura per chi è abituato al puzzolente traffico romano. Ad un certo punto mi trovavo nei pressi del Ponte delle Torri, e mi colpì una targa ricordo del poeta-scrittore Johann Wolfgang Goethe, che come me un tempo aveva ammirato il mistico fascino del luogo. Dopo aver elogiato la città, concluse la sua dedica a Spoleto con un riferimento al ponte, descrivendo con enfasi l’acqua del fiume che zampillava alla sua base ed il rumore del ruscello che rendeva ancora più incantevole la valle. La frase risaliva ai primi dell’ Ottocento. Curioso di vedere il mitico fiume, anche perchè non avevo sentito affatto lo scroscìo dell’acqua, mi sono sporto per ammirarlo ma ahimè ho trovato una brutta sorpresa: altro che acqua che zampillava, limpida e cristallina, al suo posto c’erano soltanto rami, cespugli di rovi, erbaccia ed alberi.In un secolo e mezzo il fiume si è completamente prosciugato!Chissà cosa direbbe il povero Goethe ai giorni nostri dinnanzi a questo triste spettacolo… Forse che stiamo distruggendo il nostro patrimonio ambientale ed umano. In nome di che cosa? Del progresso? Del capitale globale? Del dio denaro? Quando avremmo rovinato completamente il nostro pianeta, discorsi come “economia di mercato”, “concorrenza”, “efficienza produttiva”, “Prodotto interno lordo”, saranno assolutamente vuoti e privi di significato.Vorrei concludere il post con la frase emblematica di un grande capo indiano, che in quanto a saggezza ed esperienza di vita non aveva nulla da invidiare ai vari Washington ed a tutti i pionieri che hanno massacrato il suo popolo in nome della libertà e della conquista: “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume prosciugato, l’ultimo pesce pescato, solo allora vi renderete conto che non si può mangiare il denaro”. Questo è il mio contributo di oggi al Blog Action Day.
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