L’ILLUSIONE DELLA VITTORIA

16 10 2007

“Grillo ha toccato un nervo scoperto”. Sono preziose le parole di Noam Chomsky, intervistato dallo Staff di Beppe (un suo intervento non lo leggo da anni sui giornali italiani), secondo cui “è incredibile che i media prima del V- Day non abbiano mai parlato dell’iniziativa Parlamento Pulito (magistralmente ignorato dalle telecamere della Rai).
Il grande linguista americano conferma i sospetti delle ultime settimane: ovvero che il potere politico ed economico (il primo è solo un’ombra governato in realtà dal secondo) ha semplicemente paura della democrazia, ed interpreta la grande presa di coscienza del popolo dei grillini e di internet come una “minaccia”. Il direttore del Tg2 parla di istigazione al terrorismo, Filippo Facci afferma che il mondo del web pulula di gente ignorante e cafona, i giornali e le tv (culo e camicia con la classe politica) sbeffeggiano il V-Day e ne stigmatizzano la portata innovativa e rivoluzionaria.
Ieri sera a Radiouno, nella popolare trasmissione Zapping condotta da Aldo Forbice, un giornalista che da anni invita sempre gli stessi ospiti (non più di una decina in tutto) escludendo le voci più scomode e libere (ma un intervento di Marco Travaglio, Peter Gomez, Massimo Fini, Beppe Grillo o di qualunque altro personaggio che non rientri nella definizione di “moderato prudente”, cioè lobotomizzato ed innocuo) ho sentito dire addirittura che “la manifestazione di An di sabato ed i 3 milioni e mezzo di voti alle primarie del Pd dimostrerebbero che il popolo del V-Day ( tacciato sempre di “qualunquismo” ed anti-politica) è stato sconfitto e smentito dalla partecipazione attiva dei cittadini.
Quindi se ne deduce che la folla di piazza Maggiore a Bologna non era un sinonimo di malcontento e di democrazia, ma solo l’anti-camera del terrorismo e della dittatura.
Quando invece i cittadini si mobilitano per i partiti, soprattutto buttando all’aria 4 milioni di euro per eleggere una leadership scontata ed inutile, ecco che la coscienza civile è salva, e con essa la democrazia.
Ma dove vivono questi signori?
Il popolo del V-Day non è affatto sconfitto, anzi si è rafforzato ed è più vivo che mai.
Beppe Grillo continua a rincarare la dose e non scenderà in politica, come molti gli chiedono per screditarlo. Il prossimo raduno di massa sarà per l’informazione e ne vedremo delle belle.
Una Rai lottizzata, i giornali come fortezze di privilegi finanziati dallo Stato con fior di milioni, giornalisti stra-pagati per un editoriale insulso con migliaia di giovani precari retribuiti 1 euro a riga.
Ecco la prossima battaglia: una informazione davvero libera e pluralista.
I grillini sono più agguerriti che mai. La casta e tutti i suoi sodali non si illudano.
Per loro i conti non sono ancora terminati.
Anzi, siamo solo all’inizio.

Guarda l’intervista a Noam Chomsky.





SE QUESTO E’ GIORNALISMO

9 10 2007
Il Blog di Beppe è da due anni tra i più cliccati al mondo. Ha sempre scritto cose molto ragionevoli ed importanti, ha svelato misteri, approfondito temi ignorati dai media tradizionali, ha dato voce a centinaia di persone, esperti e gente comune, sui problemi dei nostri tempi.
Ha svolto insomma un ruolo primario nel panorama della triste informazione italiana.
I media l’hanno sempre ignorato e solo ultimamente ne parlano, per convenienza.
L’altro giorno per la prima volta il
Corriere della Sera ha dedicato ad un suo post un articolo tra le prime pagine…Era ora!
Di che si parlava nel testo? Dell’affare
Telecom-Cirio-Parmalat, dei bond argentini, le liste civiche, i condannati in Parlamento, le storie dei lavoratori precari raccolte nel suo libro?
Niente affatto. Naturalmente si riferiva al suo controverso discorso sui Rom.
Ma che strano! Bellamente ignorato per mesi, se non citato di sfuggita per dovere di cronaca, adesso Beppe si trova rappresentato benissimo su uno dei più venduti giornali italiani.
Naturalmente non ho trovato articoli sul suo post del 7 ottobre, dedicato all’attacco di
Sabina Guzzanti al lottizzato Gianni Riotta, e nemmeno sulla solidarietà di migliaia di persone al pm De Magistris.
Questi argomenti non stuzzicano l’appetito delle redazioni.
I giornalisti attenderanno invece un suo nuovo passo falso, e lo pubblicheranno in maniera diligente, ma solo per sputtanarlo a dovere.

Complimenti, questo lo chiamate giornalismo?